Le parole significano. Le parole vogliono dire.
A settembre vi regalo la parola ERRORE.
Errore, è qualcosa di sbagliato, giusto? Ma allora è sbagliato o è giusto?
Dice il vocabolario che errore è un sostantivo maschile, che significa tante cose e ha tante sfumature. E’:
- una deviazione
- una mancata o imperfetta percezione
- una mancanza di esattezza o di correttezza
- un’azione inopportuna, svantaggiosa
Pare che derivi dal latino, come derivato di errare (vagare qua e là). Quindi quando sbagliamo vaghiamo qua e là?
Forse si, ma è proprio quello che ci serve per imparare. Le strade lineari non aiutano molto, nell’apprendimento. Le deviazioni, le strade secondarie, la serendipità aiutano di più.
E poi arriva la lingua inglese, che spesso ci viene incontro con il suo pragmatismo.
E, oltre alla più intuitiva “error”, due delle possibili traduzioni della parola errore sono: mistake e slip. Hanno un’importante differenza, pur traducendosi, in errore.
Il mistake è perlopiù un errore legato a una decisione e a una valutazione sbagliata. La chiave di lettura è che implica una scelta o un giudizio sbagliato. Chi lo ha commesso ha agito pensando che fosse giusto.
Lo slip è un errore dovuto a una distrazione, alla fretta o a un automatismo. Può essere una dimenticanza, un lapsus, una svista, un refuso. Si potrebbe dire, che rispetto al mistake è più superficiale che sostanziale. Ma anche lui, può lasciare il segno.
Per capirci: se ho sbagliato l’argomento della parola di questo mese, è un mistake, se ho fatto un errore di battitura, scrivendo, è uno slip.
Quello che so è che posso imparare da entrambi, ma credo di più dal mistake. Errare, cioè fare errori, mi/ci rende umani, mi/ci offre un’opportunità per uscire dal perfezionismo e stare nel mezzo a imparare questa e le prossime lezioni.


